mercoledì 29 ottobre 2014

Frecce di sangue
In quegli anni in Inghilterra moltissime case venivano rase al suolo o chiuse e lasciate disabitate. Vivevo lì da molti anni, ma tante case diroccate non le avevo mai viste.
Una in particolare mi inquietava. Isolata, al centro del bosco, di notte si sentivano strani versi e ululati. Venni a sapere che era appartenuta a un povero arciere, ribelle come pochi e abile nello scoccare colpi mortali. Un giorno, mentre vagava nel bosco, fu preda di un agguato guidato dallo sceriffo. Catturato ingiustamente, fu portato nelle segrete dalle quali riuscì a scappare e tornare a casa. Ma le guardie lo seguirono e lo uccisero. Da allora la sua anima vaga senza pace nell'abitazione.
Così, con 3 miei amici, ci recammo presso la casa per vederne l'interno. Varcata la staccionata, una freccia si piantò davanti ai nostri piedi; attaccata ad essa c'era un biglietto con scritto:“perdete ogni speranza o voi che entrate”.
Un brutto scherzo, pensammo. Ma nei nostri cuori sapevamo che non era vero.
La foresta sembrava particolarmente buia quel giorno ma oltrepassammo ugualmente la soglia.
L'interno era spazioso, piuttosto caotico, con grandi quadri alle pareti, i personaggi al loro interno avevano gli occhi fissi su di noi. Le travi del soffitto erano pericolanti, una grossa poltrona era al centro della stanza, uno scheletro umano stava su di essa.
“ah”un grido soffocato interruppe la nostra osservazione. Jhon appoggiato al muro era particolarmente pallido: qualcosa sbucava dal suo intestino:una freccia lunga e rudimentale.
Gneeeck. Un cigolio a destra: ci girammo, un' ondata di freddo ci assalì. Frank, pure lui morto appeso ad un cappio che pendeva dal soffitto, indietreggiai. Qualcosa di freddo mi sfiorò. Alex era stato strozzato da qualcosa di informe.
Ora era il mio turno.
Corsi velocemente fuori casa. Una presenza mi seguiva. Ansimando corsi fino nella piazza principale. Urlai. Niente. La presenza era sempre più vicina. Correva strisciando come i serpenti. Me lo immaginavo. Niente mi avrebbe più salvato. Corsi sotto i portici cambiando spesso direzione. Era sempre di fianco a me. Perché mi faceva soffrire? Aspetta. S'era fermata. ma...
“ahhhh”.
Nella piazza si prestava un orribile scena: un uomo, con una freccia piantata in testa, era stato impiccato. Il corpo pallido, era coperto di sangue secco;la faccia era evidenziata da un espressione di terrore. Le indagini andarono avanti per mesi, ma il caso fu archiviato e nessuno scoprì mai la verità.
Fine...