Frecce
di sangue
In quegli anni in Inghilterra moltissime case venivano rase al
suolo o chiuse e lasciate disabitate. Vivevo lì da molti anni, ma
tante case diroccate non le avevo mai viste.
Una in particolare mi inquietava. Isolata, al centro del bosco, di
notte si sentivano strani versi e ululati. Venni a sapere che era
appartenuta a un povero arciere, ribelle come pochi e abile nello
scoccare colpi mortali. Un giorno, mentre vagava nel bosco, fu preda
di un agguato guidato dallo sceriffo. Catturato ingiustamente, fu
portato nelle segrete dalle quali riuscì a scappare e tornare a
casa. Ma le guardie lo seguirono e lo uccisero. Da allora la sua
anima vaga senza pace nell'abitazione.
Così, con 3 miei amici, ci recammo presso la casa per vederne
l'interno. Varcata la staccionata, una freccia si piantò davanti ai
nostri piedi; attaccata ad essa c'era un biglietto con
scritto:“perdete ogni speranza o voi che entrate”.
Un brutto scherzo, pensammo. Ma nei nostri cuori sapevamo che non
era vero.
La foresta sembrava particolarmente buia quel giorno ma
oltrepassammo ugualmente la soglia.
L'interno era spazioso, piuttosto caotico, con grandi quadri alle
pareti, i personaggi al loro interno avevano gli occhi fissi su di
noi. Le travi del soffitto erano pericolanti, una grossa poltrona era
al centro della stanza, uno scheletro umano stava su di essa.
“ah”un grido soffocato interruppe la nostra osservazione. Jhon
appoggiato al muro era particolarmente pallido: qualcosa sbucava dal
suo intestino:una freccia lunga e rudimentale.
Gneeeck. Un cigolio a destra: ci girammo, un' ondata di freddo ci
assalì. Frank, pure lui morto appeso ad un cappio che pendeva dal
soffitto, indietreggiai. Qualcosa di freddo mi sfiorò. Alex era
stato strozzato da qualcosa di informe.
Ora era il mio turno.
Corsi velocemente fuori casa. Una presenza mi seguiva. Ansimando
corsi fino nella piazza principale. Urlai. Niente. La presenza era
sempre più vicina. Correva strisciando come i serpenti. Me lo
immaginavo. Niente mi avrebbe più salvato. Corsi sotto i portici
cambiando spesso direzione. Era sempre di fianco a me. Perché mi
faceva soffrire? Aspetta. S'era fermata. ma...
“ahhhh”.
Nella piazza si prestava un orribile scena: un uomo, con una
freccia piantata in testa, era stato impiccato. Il corpo pallido, era
coperto di sangue secco;la faccia era evidenziata da un espressione
di terrore. Le indagini andarono avanti per mesi, ma il caso fu
archiviato e nessuno scoprì mai la verità.
Fine...
Nessun commento:
Posta un commento